Dal 2014 a Dossena, un paese della Val Brembana di 876 abitanti, un gruppo di giovani ha cominciato a immaginare soluzioni per contrastare il progressivo processo di abbandono.
Partiti organizzando tornei di calcetto, questi ragazzi hanno imparato a intercettare bandi di finanziamento che gli hanno consentito di sviluppare un articolato progetto di sviluppo locale, arrivando a costruire un ponte tibetano tra i più lunghi al mondo e a rendere visitabili le vecchie miniere, attorno alle quali gravitava l’economia locale in passato, trasformate oggi in un parco speleologico.
Una storia di intraprendenza
La realizzazione di queste opere ha permesso di attrarre in paese un flusso turistico di 30000 persone all’anno e di costituire “Azienda Speciale Dossena”, ente del comune attraverso il quale vengono erogati i servizi legati all’accoglienza disponibili sul portale visitdossena.it. Parallelamente, ragionando sulla creazione di opportunità di lavoro, questi intraprendenti dossanesi nel 2016 hanno costituito la prima cooperativa di comunità della Lombardia: “I Raìs”, le radici. «Oggi la cooperativa si occupa di servizi legati al settore pubblico, come la manutenzione degli spazi verdi, la preparazione dei pasti per nido e materna e la gestione della biblioteca. E poi ci occupiamo di alcune attività private come la gestione della “Trattoria Alpina” e la stagionatura e commercializzazione del formaggio Minadùr», spiega Simone Locatelli, 32 anni, presidente della cooperativa.
Il progetto di sviluppo locale, auspicando una maggiore ricaduta sul territorio, prevedeva anche il coinvolgimento dell’anima agricola di Dossena. Accedendo a ulteriori misure di finanziamento, sono nati i progetti GO PEI Cheese Mine, con la collaborazione di ISPA-CNR e dell’Università degli Studi di Milano e SMAQ Minadur, un percorso partecipato per lo sviluppo e la valorizzazione del formaggio a Dossena, finanziato dalla Fondazione Cariplo, coordinato da Filiera Futura e portato avanti dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (UNISG) e ISPA-CNR, in collaborazione con il Behavior and BrainLab di IULM.


Formaggi universitari
È così che, con il supporto di alto profilo di centri di ricerca e università e la collaborazione di 5 aziende agricole del territorio e della cooperativa di comunità, nascono i formaggi delle miniere: Ol Minadùr, a latte vaccino, e Taessina, a latte caprino. Entrambi regolamentati da appositi disciplinari di produzione che stabiliscono l’uso di latte crudo e foraggi locali, questi formaggi rappresentano la forte identità storica e territoriale di Dossena, stagionando per non meno di 90 giorni nel cuore della montagna nelle gallerie scavate un tempo dai minatori, in specifiche condizioni ambientali e microbiologiche che ne caratterizzano la maturazione.
Entrambi i formaggi rendono omaggio ai Dossanesi lavoratori della miniera: i minatori che di occupavano degli scavi e dall’estrazione dei metalli nel cuore della montagna e le taessine, donne che appena fuori dall’imbocco della miniera lavoravano il materiale estratto separando le rocce dai metalli.



Work in progress
«Dopo il lavoro di analisi del formaggio e di studio del marketing, ora con l’ultimo bando vinto “Cooperazione per lo sviluppo rurale, locale e smart villages” PSN/PAC 2023-27 di Regione Lombardia, abbiamo anche la possibilità di creare i contenitori per la promozione e la vendita dei nostri formaggi a beneficio sia dei produttori che della cooperativa di comunità. Finanziando ad esempio l’acquisto di un food-track, di casette per i mercati locali, la realizzazione del packaging dedicato e di un video promozionale, ci dà respiro per mettere in pratica quello che fino ad oggi abbiamo solo studiato e che ora possiamo mettere a terra», racconta Fabio Bonzi, 42 anni, sindaco di Dossena.
Nell’ambito della valorizzazione e commercializzazione dei formaggi delle miniere anche lo “Spazio culturale Lacc&formai”: «Si tratta di un locale nel centro di Dossena, allestito grazie a un bando GAL e gestito da Azienda Speciale Dossena dove le singole aziende che aderiscono, produttrici di Minadùr e non solo, possono raccontarsi, vendere i propri prodotti in un unico spazio commerciale e incontrare gli ospiti veicolati da visitdossena.it, che hanno così l’opportunità di conoscere i produttori locali», spiega Stefano Trapletti, 31 anni, direttore di Azienda Speciale Dossena.

I risultati delle sinergie create dal Piano di sviluppo locale e dell’intraprendenza dei ragazzi di questo borgo di montagna sono tangibili: ad oggi sono 30 i posti di lavoro creati, per lo più occupati da giovani donne, a garanzia di una permanenza sul territorio di lungo periodo; mentre la creazione di una rete tra produttori di caseari ha permesso loro di unire le forze attorno a un progetto di valorizzazione condiviso, consolidando la loro presenza e il prezioso lavoro di cura del paesaggio montano.
A Dossena, i formaggi delle miniere sono diventati i formaggi della “restanza”.
di Maria Cristina Crucitti pubblicato su I Piaceri del Gusto il 16 ottobre 2025
